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Movement Bond

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Una delle principali caratteristiche della Movement, nota azienda produttrice di sci, è che non li fa solo larghi e leggeri, ma performanti nelle caratteristiche, azienda molto innovativa e si evince ogni volta che immette sul mercato un nuovo prodotto, ultimamente, gli sci  X Series tanto per citarne uno, ne sono stati un esempio. Erano sci molto strutturati, rigidi ed impegnativi per pesi veramente bassi, circa 1 kg.

All’ ultima fiera Ispo di Monaco, sembrava che per questa stagione le uniche novità riguardassero i vari tipi di Rocker messi un po’ dappertutto, alla rinfusa, questo fino allo stand della Movement. All’ ingresso sono rimasto folgorato dai nuovi sci: i Bond. Erano disposti su un piano orizzontale, non si capiva bene cosa fossero ma era una cosa completamente nuova. Le dimensioni ricordavano leggermente i Logic, spatola molto ampia, centro non eccessivo, coda molto particolare, erano proprio belli, diversi da tutti.

Poco tempo fa ho avuto modo di leggere un articolo di un responsabile di una nota azienda di sci americana, affermava che il Rocker è una delle migliori scoperte nel mondo dello sci fuori pista, una volta adottato non si torna indietro. Potrebbero essere le solite cose che si sentono, il mercato ha bisogno di continue evoluzioni, pseudo o reali che siano, per poter far girare i prodotti. E questo era anche il mio pensiero, io vado alla continua ricerca di novità ma allo stesso tempo sono molto restio a prendermene carico senza fiatare.

Non questa volta, il Rocker è veramente una rivoluzione! Per capirci meglio, uno sci  Rocker, ha delle caratteristiche particolari per quanto riguarda la superficie di contatto della spatola con la neve. Il ponte, che negli sci tradizionali, costituisce la parte centrale, viene diminuito, certe volte anche azzerato, e punta e coda presentano un innalzamento verso l’ alto anticipato e pronunciato. Questo in parole molto povere, in realtà esistono numerose varianti a questo concetto, ci sono rocker abbinati a camper inverso, solo in punta, solo in coda, ecc.

Ma questo benedetto Rocker, che è abbastanza complicato da spiegare, perché dovrebbe interessare noi scialpinisti? Potrebbe essere appannaggio di quelli che fanno Freeride, una ne fanno e cento ne pensano. Non è così perché il Rocker cambia molto la tipologia dello sci a cui è applicato.

Nel caso del Bond, la Movement è stata molto brava, direi da 10 e lode perché ha creato uno sci con caratteristiche uniche:

Ponte leggermente abbassato

Rocker in spatola accentuato

Rocker in coda leggero

Sciancratura notevole per un raggio di curvatura ridotto

Geometria buona sia per la portanza che per il raggio di curva

Sci molto flessibile in punta e coda

Sci strutturato nella parte centrale

Parte finale della coda tagliata parallela

Peso molto contenuto

Questo sci racchiude tutte le caratteristiche per essere al top:

Ottimo sulle lamine in neve trasformata

Buon galleggiamento su neve fresca

Facilità d’ ingresso  e durante tutta la fase di curva

Cambio spigolo eccezionale e facile

Salita ottima per il peso contenuto dello sci

Fluido in pista

Facile su nevi crostose e difficili

Buona stabilità

La caratteristica principale degli sci Rockerati è che sono molto facili e divertenti, la spatola fa in maniera che la zona anteriore dello sci resti fuori dalla neve facilitando il cambio spigolo e la successione di curve. Nel caso dei Bond, abbiamo uno sci morbido che necessita di meno forza per curvare e nella neve fresca questo si traduce in fluidità nella sciata.

Al tempo stesso la zona centrale è molto strutturata per dare rigidità quando tiriamo curve condotte su neve dura, queste due caratteristiche ne fanno uno sci veramente bello.

Ho avuto la fortuna di testare un paio di Bond 177, dalla scorsa primavera ad oggi, montati con attacchi Marker F10 TOUR, su diversi tipi di neve, in pista a fine stagione, a Cervinia durante l’ estate, in ghiacciaio, sul ripido durante la discesa di Cima dei preti a Cimolais, in primavera. Sempre in primavera in giro per il Sella, giù dalla Tofana di Rozes, credo di aver trovato nevi di tutti i tipi, le sensazioni sono sempre state ottime.

Il primo test l’ ho fatto alla Cima dei Preti, in Valcellina, la salita prevedeva 2.000 metri di dislivello, di cui quasi 1.000 con gli sci in schiena, primavera 2011. La parte alta consiste in una serie di canali che portano al grande scivolo sommatale, salendo l’ abbiamo fatta tutta a piedi con ramponi, non nascondo che al momento di partire, le gambe erano stanche. Partiamo, la prima curva titubante e poi è stata una sequenza infinita di serpentine, gli sci giravano che era un piacere, non facevo in tempo a terminare una curva che erano già pronti per l’ altra, una goduria. Lungo i canali qualche curva saltata con neve molla, nella parte bassa polenta sotto il sole che non ha intaccato per niente il divertimento. L’ ultima uscita in Marmolada, pochi giorni fa, qui abbiamo trovato 40 cm di neve farinosa in alto e 5 cm di firn in basso, tolti gli sci a 200 metri dal passo. Che dire, qui era facile, allora ho approfittato per curve ampie e veloci, stabilità e galleggiamento molto buoni, è chiaro che le spatole da 95/100 al centro in quelle condizioni la fanno da padrone.

Uno sci adatto a quale sciatore? Date le caratteristiche il Bond va bene a tutti, non privilegia una neve o sciata particolare, è facile e performante, di conseguenza sia il principiante che lo scialpinista evoluto potrà trovare in queste tavole un buon alleato per discese divertenti .

Non ho riscontrato difetti, posso tranquillamente affermare che il Movement Bond è uno dei più bei sci che abbia mai provato.

I Bond pesano: mis 169 g 1.340, mis 177 g 1.380, mis 183 g 1.440, i miei sci montavano attacchi Marker F10 Tour, peso totale g 2.370, sempre per singolo sci. 

COSTO: € 518,00

 

 Questi sci li trovi nel negozio Nico' S Alp di Roveredo in Piano (PN) 0434 949166 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Renzo Grava



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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Novembre 2012 18:56 )  

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